Coppa Italia 2009 ad Alessandria… Come mancare? Dopo mesi dalle ultime gare, arriva finalmente il momento di riconfrontarsi con altri kendoka, di fare il punto sulla situazione attuale verificando la nostra condizione da gara. Ci presentiamo con due squadre: con la più o meno solita squadra A (Goglio e Lombardo presenti, Beppe assente giustificato/davverosfigato che lascia il posto a Massarenti) sempre in cerca di un risultato in linea con il blasone che ci si aspetterebbe normalmente da un team A, e con la squadra B ormai abituata a spumeggianti sorprese e positivi risultati (a questo giro composta da Leonesio, Belloni, Ito). In aggiunta, ad Alessandria non manca nemmeno il jolly (per l’occasione) del Ken Sei: Andreazza-ronin in cerca di una squadra che lo accolga a braccia più o meno aperte. La Coppa Italia si apre alla grande con una bella cerimonia dentro al palazzetto dello sport di Alessandria: i vari team presenti (una cinquantina!!!) entrano uno ad uno preceduti da un cartello stile bandiera che riporta la città o la nazione del team. Sfilano per prime le varie squadre straniere (in effetti, misteriosamente, la coppa Italia è in realtà un trofeo internazionale): Grecia, Spagna, Francia, Olanda, Ungheria, Germania, Svizzera, Inghilterra… e qui, subito, il sorpresone: Andreazza-ronin sfila con l’Inghilterra. Si sarà sbagliato (penseranno in molti, probabilmente)? Neanche per scherzo: Andreazza, portatore sano di un culo esagerato quanto sfacciato, è stato reclutato inconsciamente da due fortissimi inglesi (Fitzgerald e Park).
Le squadre sono moltissime e, volenti o nolenti, bisogna accettare una formula del torneo davvero spietata: nessuna pool all’italiana al primo giro ma, direttamente, feroce eliminazione diretta. Insomma, dentro o fuori. Nel sorteggione che nessuno guarda in faccia, che non di rado riserva amarognole sorprese e che a questo punto diventa essenziale, il team B becca al prima turno una delle due squadre del Doshinken di Alessandria: guidati da un Ito davvero in stato di grazia (2 a 0 secco in apertura), dalla maestria tranquilla di Leonesio e da un certo grado di esperienza e di calcolo di Belloni (fatevi raccontare i calcolini ridicoli che l’avvocato ha fatto nel giro successivo… eheheh). Il Team A affronta, al secondo turno (dopo aver passato di ufficio il primo) i francesi del Valence A che hanno eliminato agevolmente Novara: l’incontro è tiratissimo, la partenza è buona (Goglio si impone con un faticoso 2 a 1), il finale sofferto (successivi parziali di 0-1 e 0-1). Alla fine si perde con un 3 a 2 che lascia un sapore comunque buono (anche perché Valence, poi, andrà molto avanti nel torneo). Il Ken Sei B, nel frattempo, mette a segno un colpaccio davvero importante: affronta a viso aperto un team di Amsterdam che, al primo turno, aveva eliminato con grandissima fatica (allo spareggio) il Kenzan di Gallarate. Anche questa volta è una battaglia: dopo vari ippon il risultato finale è di perfetta parità. Spareggio! Per la bella, per il punto decisivo, il Ken Sei si affida a Leonesio: scelta perfetta, il punto decisivo è il nostro! Si passa oltre. Sotto a chi tocca: il CUS Verona guidato dal nazionale italiano Cristian Filippi reduce dai recenti mondiali in Brasile. È dura, molto dura. Mission Impossibile. E il Ken Sei Rho ferma la sua corsa qui: Verona è troppo forte, c’è poco da fare. E Andreazza-ronin? Come detto è finito insieme a due veri “martelli”: la Coppa Italia di questo team italo-inglese sembra senza fine. Uno dopo l’altro, cadono tutti gli avversari: Andreazza è una roccia, non fa molti ippon ma si difende (contro la torinese De Petris, ad ogni modo, vince per 1 a 0 tra gli applausi a fiamma di uno speranzoso Fitzgerald). Alla fine, comunque, anche l’assortito team deve fermarsi di fronte a corazzate imbattibili (vedere St.Etienne per esempio). Chi ha vinto questa agognata Coppa Italia 2009? La risposta potrebbe sembrare scontata (il Kodokan di Alessandria, no???) ma la fatica in finale davvero grande: il già citato St.Etienne è una squadra formidabile e, un po’ a sorpresa, inchioda Alessandria sul pari. Spareggio finale. Kote di fuoco di Fabrizio Mandia. Vince per un pelo Alessandria. Alla fine, la Coppa Italia, come è giusto che sia, resta ancora in Italia.
Le pagelle:
Andreazza: voto 7. Le prende ma non le sente. Ogni tanto le dà e, comunque, esprime il 100% del suo kendo. Roba non da tutti. In piedi, dritto per la sua strada. A un certo punto sembra una macchina lanciata a 100 all’ora senza conducente. Robocop.
Leonesio: voto 8,5. È il capitano del Team B e si vede. Tranquillo e determinato, colpisce quando serve e non si scompone quasi mai. Per lui lo shiai non va inquinato con mossette e finte disonorevoli. Uomo d’altri tempi.
Belloni: voto 8. È vivo, presente, sul pezzo si direbbe. Al secondo turno rende chiaro il suo concetto del giorno: colpire i kote gli piace più che studiare l’aritmetica. Fa una melina oscena affidandosi a un punto che mette in conto ma che nessuno ha visto ne, tantomeno, assegnato. Ripetente in matematica. Archimede mancato.
Ito: voto 8,5. Abbandona per un giorno e con gioia di molti (team manager in primis) la sua filosofia del “devo fare un bel kendo, se mi fanno punto non mi importa”. È particolarmente brillante anche da un punto di vista fisico e i suoi ippon sono davvero belli. Che abbia capito che la sera prima di una gara non faccia bene dormire sul tavolo? Testimonial di materassi ortopedici per riposanti dormite.
Massarenti: voto 6. La sua performance è sintetizzata dalle solite, belle e confortanti parole di Lombardo: “ti sei fatto umiliare da una donna… ahahah!”. Tutto vero se non fosse che la suddetta, il kendo da gara lo mastica eccome. Prende un punto e poi ci prova. Ci riprova. Ci riprova ancora. Shiai a oltranza? Sarebbe ancora lì a provarci. Ariete.
Goglio: voto 7. Anche la sua performance è incorniciata dalle solite, belle e confortanti parole di Lombardo: “ho incontrato nel geiko finale quello che hai battuto a fatica 2 a 1. Non sembrava niente di che”. Parole a parte, conti fatti, a questo giro il suo dovere lo fa tutto. E poi, si sa, per lui la gara è un ponte verso altre dimensioni di conoscenza. Spirituali e filosofiche? Fare il geiko finale con le donne inquadrate in gara. Becca una greca (ateniese) davvero simpatica. Per una volta tradisce Sparta per Atene. Ellenico.
Lombardo: voto 10 per le chiacchiere. Di solito versa fiumi lacrime e piagnistei prima delle gare (mettere le mani avanti prima di tutto). Questa volta chiacchiera dopo: a sentirlo, uno potrebbe pensare che lui, in gara, abbia tagliato teste e braccia. Ad ogni modo, sul piano agonistico, appare in forma: perde di misura con un sensei francese e colpisce un paio di volte davvero bene. Si becca anche, di punta, uno doloroso shinai in pieno petto. Una sorta di medaglia per l’impegno. Come dire: Tutto chiacchiere e distintivo.
(By L'Egregio Team Manager, Federico Goglio)
1 commenti:
....Grande Fede, bellissimo resoconto.....sagace e tagliente come al solito!!!! ahahahahah!!!!
è stata una bellissima giornata..grazie a tutti!!!
Posta un commento